Otoplastica

Le orecchie a sventola rappresentano una malformazione congenita assai frequente e l’ inestetismo che ne deriva è fonte di un notevole disagio psicologico.

Dato che tra i 5 e i 7 anni di età la crescita dell'orecchio si considera quasi ultimata, è possibile correggere chirurgicamente le orecchie a sventola già prima dell'inserimento scolare.

L'intervento si esegue in anestesia locale o generale; attraverso una incisone cutanea dietro l’orecchio si asporta la quantità di cartilagine in eccesso  e si crea la curvatura mancante dell'orecchio, avvicinandolo alla testa. Il post operatorio non è particolarmente doloroso e in genere residua un gonfiore che scompare nel volgere di 10-15 giorni.  

Il dottor Carlo di Gregorio è autore del capitolo “L’Otoplastica”, nel testo  Medicina e Chirurgia estetica del viso e del collo. Pag 207-216. Edizione Elsevier-Masson, 2007.

Fillers a base di Acido Ialuronico

L'acido ialuronico è oggi la sostanza più diffusa tra i cosiddetti "dermal fillers", gli impianti iniettabili che si usano per il trattamento di rughe, solchi, piccole aree depresse e per l'aumento temporaneo di volume di labbra, zigomi e altre zone del viso. L'iniezione viene effettuata con un ago molto sottile o con una piccolissima cannula smussa.


Il dolore varia in base alla sensibilità individuale (la soglia del dolore è soggettiva), ma dipende anche dalla sede in cui l'acido ialuronico viene iniettato. In genere non occorre eseguire alcun tipo di anestesia. Tuttavia in alcuni casi può essere utilizzata una crema


Il risultato dipende fortemente dalla situazione di partenza, come in tutti i trattamenti estetici sia medici che chirurgici. Perciò è molto importante che il medico e il/la potenziale paziente discutano sulle possibilità e sui limiti dell'eventuale risultato.

Una persona con rughe naso labiali marcate (che richiederebbero un lifting) non può aspettarsi che spariscano con una sola fiala di acido ialuronico: saranno necessarie più sedute (anche 2-3) per raggiungere il risultato desiderato.
Se le pieghe sono invece meno marcate mezza fiala di prodotto può anche essere sufficiente.

Anche per l'aumento di volume delle labbra tutto dipende dalla situazione di partenza. Per chi le ha molto piccole e sottili una sola fiala basta per mettere in discreta evidenza il labbro superiore. Per un trattamento completo saranno invece necessarie altre sedute a distanza di 1-2 settimane l'una dall'altra. Questo consentirà anche di controllare il grado di aumento di volta in volta.

L'acido ialuronico è una sostanza naturale, normalmente contenuta nel nostro organismo. Quello usato per gli impianti in commercio viene sintetizzato in laboratorio .

Una volta iniettato, l'acido ialuronico viene gradualmente riassorbito dall'organismo.
La durata di questo processo varia da individuo a individuo: in certi casi l'impianto, sebbene ridotto, è ancora evidente dopo otto mesi. In altri, dopo alcuni mesi, è necessario eseguire dei ritocchi.

L'esperienza, la manualità e il senso artistico dell'operatore sono fondamentali per avere dei buoni risultati negli impianti di ialuronico.
Per ottenere la migliore resa l'iniezione deve essere fatta alla giusta profondità.
In alcuni casi il riempimento ottimale si ottiene posizionando il prodotto a diversi livelli oppure in modo incrociato formando una specie di reticolo intradermico di sostegno.

Se l'impianto è troppo superficiale e mal dosato, se ne possono vedere le tracce sulla pelle. E' quindi opportuno, anche se  si tratta di una procedura con pochissimi rischi, affidarsi a un medico esperto in questo tipo di trattamenti.

La visita specialistica

Con sempre maggiore frequenza vengono richieste consulenze, pareri e consigli attraverso mail,  ciò è senz’altro in linea con i tempi, tuttavia la medicina e forse ancor di più la chirurgia non possono prescindere da una approfondita e dettagliata visita specialistica durante la quale sarà possibile compiere i primi ed importanti passi verso una corretta terapia, sia essa medica o chirurgica.

Intanto bisogna vedere e toccare, quindi valutare l’opportunità dell’eventuale trattamento, le aspettative del paziente, la scelta del tipo di intervento e discutere le possibili complicanze. 

Lo specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica alla fine della visita avrà cura, quando necessario, di rilasciare del materiale informativo atto a stimolare nel paziente opportune riflessioni e considerazioni.

Saranno poi utili ulteriori incontri al fine di stabilire e concordare con cura i dettagli dell’intervento insieme alle modalità del ricovero

MASTOPLASTICA RIDUTTIVA - MASTOPESSI
 

Un seno troppo voluminoso e pesante oltre a essere antiestetico può essere causa di problemi di tipo funzionale. Le mammelle di grandi dimensioni pesano sulla colonna vertebrale e nel tempo determinano delle patologie a carico di quest'ultima.
 

La riduzione mammaria è uno degli interventi più interessanti per il chirurgo plastico: ogni caso è diverso dall'altro per dimensioni e forma di partenza. E' perciò importante la scelta della tecnica più idonea. Inoltre, in questo intervento più che in altri, è il chirurgo che plasma la forma delle nuove mammelle ed è quindi necessario avere molta esperienza ma, soprattutto, senso estetico. Le tecniche di riduzione e di mastopessi (lifting del seno) sono simili. Differiscono nel fatto che nella pessi si elimina solo la pelle in eccesso e si modellano i tessuti residui, mentre nella riduzione vengono eliminati tutti i tessuti in eccesso.


Esistono svariate tecniche chirurgiche per la riduzione del seno. La scelta dipende dalle preferenze del chirurgo ma sopratutto dalla situazione di partenza. Nella maggior parte dei casi non è possibile trattare nello stesso modo un seno lievemente ipertrofico e uno molto cadente o con un notevole eccesso di tessuto.


 la differenza tra le diverse metodiche operative si traduce spesso in una differente estensione delle cicatrici residue. La continua ricerca di nuove tecniche di riduzione e mastopessi è principalmente volta a ridurre al minimo le cicatrici che inevitabilmente esitano dopo l'intervento.
In linea di massima, si può dire che maggiore è la riduzione e più estese saranno le cicatrici. Queste possono essere divise in tre tipi:

Periareolare: la cicatrice è circolare, intorno all'areola mammaria.
Essendo situata in una zona di transizione di colore (tra l'areola e il tessuto circostante) è in genere poco evidente. Questo tipo di cicatrice si può ottenere in riduzioni o pessi minime (tecnica round block). Teoricamente questo tipo di operazione si può fare anche in mammelle di maggiori dimensioni, ma la cicatrice periareolare risulta in questi casi molto arricciata e la forma della mammella è appiattita e poco proiettata.
In realtà le cicatrici ci sono, anche se non sono troppo evidenti.

  • Periareolare e Verticale: oltre che intorno all'areola, la cicatrice si estende verticalmente fino al solco solco sottomammario. E' questo il tipo di esito più frequente, lo si può ottenere anche nelle riduzioni maggiori. La cicatrice verticale, dopo poco tempo, si confonde abbastanza bene col tessuto circostante e, nella maggior parte dei casi, non è evidente. Con questo tipo di esito cicatriziale si riesce a garantire una ottima forma e una adeguata proiezione del seno, oltre ad un risultato più duraturo.
     
  • Periareolare,Verticale e Orizzontale: la classica cicatrice a T rovesciata è l'esito delle grandi riduzioni  quando il seno è molto cadente e c'è un grande eccesso di pelle.
    La cicatrice orizzontale è posizionata nel solco sotto mammario e rimane in genere nascosta.
     


La mastoplastica riduttiva e la mastopessi vengono eseguite in anestesia generale.
Le mastopessi di modesta entità possono essere eseguite in anestesia locale con sedazione.
La durata dell'intervento dipende dalla quantità di riduzione o pessi necessaria e dal tipo di tecnica scelta. Può variare tra un'ora e mezza e quattro ore.
In molti casi vengono inseriti nelle mammelle dei piccoli drenaggi (tubicini) che servono a drenare le raccolte di sangue evitando così la formazione di ematomi o seromi e che vengono rimossi dopo 1-2 giorni.
Se l'anestesia è generale la degenza in clinica è generalmente di un giorno (due giorni nelle riduzioni maggiori). Dopo l'intervento il seno viene fasciato con una medicazione compressiva.

Il post operatorio
La medicazione viene rimossa dopo alcuni giorni e sostituita con un idoneo reggiseno. I punti si asportano dopo una settimana. Il gonfiore inizialmente presente si risolve in poche settimane. E' possibile tornare alle normali attività dopo pochi giorni.

Rischi e complicanze
Ogni anno migliaia di donne si sottopongono con successo a mastoplastica riduttiva o mastopessi e sono soddisfatte dei risultati. Tuttavia è importante, per chi voglia prendere in considerazione l'intervento, essere informata sia sui benefici che sui rischi della procedura.
Le potenziali complicanze includono le reazioni all'anestesia, l'ematoma, l'infezione, la cattiva cicatrizzazione (cheloidi, cicatrici ipertrofiche) e le alterazioni della sensibilità cutanea.

Consenso informato
Prima dell'operazione il/la paziente deve leggere e firmare un consenso informato all'intervento , che viene controfirmato anche dal chirurgo, dove sono descritte tutte le notizie che riguardano l'intervento: modalità, tecnica utilizzata, anestesia, convalescenza, rischi e possibili complicanze. Si tratta di un documento indispensabile ai fini legali, oltre che per evitare eventuali incomprensioni e ridurre così le possibilità di insoddisfazione.

Il risultato è duraturo. Tuttavia la gravità e l'invecchiamento possono modificare nel tempo l'aspetto del seno.

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ADDOMINOPLASTICA

Una ridondanza cutanea addominale o un addome prominente possono essere corretti mediante un intervento chirurgico.
Tale intervento, detto Addominoplastica, può essere finalizzato alla riduzione del mantello cutaneo e/o alla ricostruzione del piano muscolare sottostante.

 


All’intervento residua una cicatrice orizzontale nella zona inferiore dell’addome, che può estendersi fino ai fianchi, e una piccola cicatrice periombelicale.


Con questo intervento vengono eliminate anche le smagliature dei quadranti inferiori dell’addome mentre quelle dei quadranti superiori possono essere solo migliorate di aspetto per effetto della tensione cutanea.
 

L’intervento viene effettuato in anestesia generale, a volte due piccoli drenaggi vengono inseriti nella ferita, al fine di raccogliere il sangue ed il siero che potrebbero accumularsi. Al termine si applica una guaina che dovrà essere indossata per 3 o 4 settimene.

 

I giorni di degenza (di solito 1-2), la frequenza delle medicazioni e l’epoca della rimozione dei punti dipendono dal singolo caso clinico.
 

 

Il risultato è generalmente soddisfacente fin dai primi tempi, anche se si rende a volte necessario un ritocco delle cicatrici o una liposuzione delle regioni più laterali dell’addome.

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Mastoplastica Additiva

La mastoplastica additiva è l’intervento chirurgico finalizzato ad aumentare il volume delle mammelle mediante l’impiego di protesi mammarie, migliorandone sensibilmente l’aspetto.

 

Candidate all’intervento sono le donne con mammelle particolarmente piccole o che hanno perso consistenza e volume a seguito di ripetuti dimagrimenti o allattamenti  o ancora che abbiano volume e forma differenti (asimmetria mammaria).

 

L'aumento di volume del seno può essere eseguito a qualsiasi età dopo che le mammelle sono completamente sviluppate e comunque dopo avere compiuto i 18 anni.  Sarà candidata a questo intervento una paziente psicologicamente matura, cosciente delle proprie motivazioni e soprattutto con un atteggiamento realistico riguardo le proprie reali aspettative.

La mastoplastica additiva, come tutti gli interventi di chirurgia estetica, viene personalizzata per rispondere alle reali esigenze e soddisfare le aspettative; perciò, non paragonate mai la vostra situazione e il vostro possibile risultato con quelli di altre persone che conoscete e che sono state sottoposte a interventi simili, magari da altri chirurghi. Il vostro caso è unico e il vostro chirurgo plastico lo tratterà con la tecnica più adeguata (che può essere talvolta completamente diversa da quella usata da un altro per operare la vostra amica).


La visita specialistica, o meglio le visite (ne occorreranno almeno tre per preparare adeguatamente una paziente all’intervento chirurgico) è  fondamentale per valutare il caso e discutere sulle concrete possibilità di risultato in rapporto ai vostri desideri.
Verranno analizzate le condizioni del vostro seno, considerando la qualità della cute, della ghiandola mammaria e del tessuto adiposo oltre alla larghezza delle spalle e dei fianchi.  Con attenzione va selezionato il tipo di protesi più adatto e la tecnica chirurgica più adatta alle vostre esigenze.

Se vi è una ptosi mammaria (seno cadente) può essere necessario eseguire contemporaneamente una mastopessi.


Le protesi mammarie più diffuse sono costituite da un involucro di silicone riempito con gel di silicone.
Oggi si preferisce utilizzare protesi riempite con gel altamente coesivo che annulla il rischio di diffusione del silicone nei rarissimi casi di rottura degli impianti e limita fortemente la comparsa di pieghe al sotto di cute.

La scelta dell'impianto (forma e dimensioni) si basa su misurazioni del seno e del torace, tenendo ragionevolmente in considerazione le necessità della paziente.


Le incisioni cutanee si possono praticare in tre sedi.  Ognuna di esse può essere valida e il tipo di incisione viene deciso durante la visita preoperatoria in base alla tecnica necessaria, al tipo di protesi e alle esigenze della paziente.

1. nel solco sottomammario. E' la via più semplice e rapida specie se si utilizzano le protesi anatomiche, tuttavia a volte le cicatrici nel solco sono visibili, specie nelle ragazze con seno alto .

2. intorno all'areola mammaria (metà inferiore). Le cicatrici, diventano dopo poco tempo scarsamente visibili.

3. sotto l’ascella. Questa via di accesso è sempre meno utilizzata.

 

Attraverso le incisioni cutanee si ricava una tasca dove viene inserita la protesi. La tasca può essere ottenuta dietro la ghiandola mammaria, davanti o posteriormente al muscolo pettorale. Le tecniche più moderne prevedono inoltre la possibilità di un piano misto" (Dual Plane) o Sottofasciale (sotto la fascia del pettorale)
Anche la scelta della sede di impianto varia a seconda dei casi e viene discussa durante la visita pre-operatoria

Rischi e complicanze
Ogni anno migliaia di donne si sottopongono con successo a mastoplastica additiva e sono soddisfatte dei risultati. Tuttavia è importante, per chi voglia prendere in considerazione l'intervento, essere informato sia sui benefici che sui rischi della procedura.
Non vi è alcuna prova scientifica che la presenza di protesi mammarie aumenti il rischio di cancro della mammella o di altre malattie.

Non c'è alcuna evidenza che le protesi mammarie possano influenzare la gravidanza e l'allattamento. Ulteriori informazioni su questi argomenti potranno essere discusse durante il colloquio pre-operatorio.
La contrattura capsulare
Quando la protesi viene inserita, intorno ad essa l'organismo forma una capsula, e ciò fa parte del normale processo di guarigione. La capsula può in certi casi contrarsi e quindi costringere l'impianto, dando al seno una consistenza più dura del normale. Questo processo può insorgere, senza alcuna possibilità di prevederlo, in una percentuale pari al 3-5 % .
Nei casi più severi è necessario intervenire di nuovo per indebolire la capsula fibrosa e talvolta sostituire la protesi.
 

Prima dell'operazione alla paziente viene fatto firmare un consenso informato dove sono descritte tutte le notizie che riguardano l'intervento: modalità, tecnica utilizzata, anestesia, convalescenza, rischi e possibili complicanze.

L'intervento
La mastoplastica additiva può essere eseguita sia in anestesia generale che in anestesia locale con sedazione. L'intervento dura circa un'ora e la degenza in regime di day hospital è generalmente di poche ore. Se necessario la paziente può passare la notte in clinica ed essere dimessa la mattina successiva. Dopo l'intervento viene indossato un apposito reggiseno moderatamente compressivo. Generalmente non inseriamo drenaggi.

Il post operatorio
Non sono necessarie medicazioni perché utilizziamo solo punti interni che si riassorbono gradualmente da soli. Dopo una settimana si effettua comunque una visita di controllo per valutare il buon andamento dell'intervento. Il lieve gonfiore inizialmente presente si risolve in poche settimane. E' possibile nella maggior parte dei casi tornare alle normali attività dopo 2-3 giorni.

Quanto dura il risultato?
Il risultato è duraturo. Tuttavia la gravità e l'invecchiamento possono modificare nel tempo l'aspetto del seno, come d'altra parte accade normalmente a qualsiasi seno naturale. Un suo abbassamento (ptosi), ad esempio, potrà essere corretto con una mastopessi (lo si "tira su").

 

 

 

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Blefaroplastica
La blefaroplastica è l’intervento chirurgico finalizzato a ridurre l’eccesso cutaneo e/o le borse palpebrali.
Non possono essere rimosse tutte le rughe o pieghe della cute intorno agli occhi . L’esperienza del chirurgo giudicherà caso per caso la quantità di cute che può essere asportata senza conseguenze al fine di ottenere il migliore risultato possibile .
 Il risultato è determinato da numerose variabili quali la struttura ossea sottostante, le influenze ormonali, le condizioni fisiche del viso, l’eta relativa della cute, la presenza o l’assenza di adipe, la quantità e la qualità delle rughe presenti. Anche la durata del risultato varia da individuo ad individuo. Le borse delle palpebre inferiori a volte recidivano: Altre volte ciò non accade, ma con il passare del tempo la cute diventa più lassa, più ridondante e potrebbe comunque essere necessario, dopo 5-10 anni, un’ulteriore riduzione della cute.
L’intervento va eseguito in casa di cura ed il paziente potrà ritornare a casa lo stesso giorno o il giorno successivo. Il lavoro e le attivita’ sociali saranno limitate per un periodo di 10-15 giorni dopo l’intervento.
L’intervento
E’ in genere eseguito in anestesia locale sotto sedazione, più raramente con la sola anestesia locale o in anestesia generale. Il tipo di anestesia dipende dai desideri del paziente e dal giudizio del medico.. In anestesia locale la regione verrà infiltrata con piccole quantità di anestetico locale che rendono la parte insensibile. Tuttavia la durata dell’intervento (circa un’ora per la blefaroplastica superiore , circa un’ora e mezza per quella inferiore) può provocare una situazione di insofferenza che non è da tutti riuscire a sopportare. Pertanto l’aggiunta di una sedazione eseguita per via endovenosa dall’anestesista durante l’intervento rende, pur non raggiungendo mai un livello di inconscenza, il tutto più sopportabile .
Palpebra inferiore
L’incisione è eseguita a circa 2 mm dal margine ciliare parallelamente al margine palpebrale e si prolunga leggermente oltre il canto esterno curvando in una ruga per circa 1 cm. La cute viene delicatamente scollata dai tessuti sottostanti. Il grasso peribulbare che costituisce le borse se in eccesso viene rimosso. La cute viene quindi stirata lateralmente (lifting) e viene asportata quella in eccesso. La ferita viene suturata con fili molto sottili. Del cerotto sterile viene applicato alle estremità dell’incisione.
Palpebra superiore
Viene valutato e disegnato l’eccesso cutaneo: il disegno viene eseguito in modo che l’incisione possa cadere in una normale piega cutanea. Nella regione del canto esterno l’incisione curva leggermente verso l’alto. Viene quindi rimossa la quantità di cute stabilita . Viene poi asportata una quantità adeguata di adipe in eccesso e la ferita viene chiusa con materiale di sutura molto sottile.
Cosa aspettarsi dall’intervento
L’intervento comporta dolore minimo ,generalmente ben controllato dai normali analgesici.
Edema, ecchimosi e discromie (gonfiore, arrossamento e variazioni di colore) sono sempre presenti. In misura variabile da paziente a paziente, possono essere talora modesti ,altre volte più consistenti. La maggior parte dell’edema e dell’ecchimosi scompare comunque sempre fra il quinto e il decimo giorno. Qualche modificazione di colore può invece durare piu’ a lungo. Le palpebre possono apparire gonfie, irregolari ed asimmetriche durante questo periodo.
Iperemia congiuntivale.L’iperemia congiuntivale (occhi arrossati) può accompagnare il gonfiore e l’ecchimosi dei tessuti palpebrali. Non e’ pericolosa e non e’ dolorosa.
Postoperatorio .I punti verranno rimossi dalle palpebre in sesta giornata dopo l’intervento.
 

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Laser Co2 Frazionato

Rappresenta sicuramente una delle procedure più innovative ed interessanti nel campo del trattamento degli inestetismi cutanei., la cui sicurezza è stata validata da svariati studi clinici eseguiti in varie parti del mondo.

Questo trattamento permette di rivitalizzare i tessuti, rigenerando i piani di sostegno profondo e rinnovando la pelle, mediante un rimodellamento delle fibre collagene con incremento della loro forza di tensione e la stimolazione della proliferazione di nuovi fibroblasti.

La metodica, in virtù di quanto detto, viene applicata con soddisfazione per il miglioramento della rugosità della cute, degli esiti da acne, delle discromie cutanee, contribuendo  al miglioramento complessivo della qualità della pelle.

 

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